Personaggi intramontabili della letteratura | The Culture
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Personaggi intramontabili della letteratura

di MARGHERITA BORDINO

Alla scoperta di personaggi letterari che hanno trovato vita in altre arti come il cinema o la serialità televisiva. Uomini e donne divenuti simbolo di comportamento, ribellione, giustizia e passione. Quattro personaggi in cerca di riconoscenza e gratitudine da parte di tanti lettori prima e di tanti spettatori dopo. La nostra selezione riguarda personaggi protagonisti di grandi classici.

ROSSELLA O’HARA
Il 15 dicembre del 1939 al Loew’s Grand Theatre di Atlanta è andato il scena il capolavoro cinematografico per eccellenza, “Via col vento”. Le cronache dell’epoca parlarono di circa 300mila visitatori e residenti che si accalcavano di fronte all’ingresso del Loew dando vita dando vita involontaria mente a quello che oggi tutti chiamiamo comunemente red carpet. Alla prima mondiale del film c’erano degli assenti: il regista Victor Fleming; Leslie Howard, l’attore che prestava il volto ad Ashley, perché tornato in Inghilterra a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale; Hattie McDaniel, la prima attrice nera a vincere un Oscar ma che non poteva presenziare, così come tutto il cast che non aveva la pelle bianca, per via delle leggi razziali che sono state abolite negli Stati Uniti solo quindici anni dopo.

“Via col vento” è un classico del cinema ma ancor prima della letteratura. È un romanzo del 1936 scritto da Margaret Mitchell e che ha nel personaggio di Rossella O’hara il più alto significato. Rossella O’Hara è un’anti-eroina. Passa la vita a inseguire l’uomo sbagliato, il vanitoso Ashley Wilkes sposato con la buonissima Melania, convinta di essere ricambiata e di poter coronare il suo sogno d’amore. Rossella O’hara è egoista fino al midollo, non esita a passare su tutto e su tutti per raggiungere i suoi scopi. Ma è anche una donna tosta, indipendente, che non ha paura di niente e nessuno, che non abbassa mai la testa, non ha peli sulla lingua e si rifiuta di vestire i panni della donna di fine ’800. Con tutti i suoi errori, Rossella O’Hara ci ha insegnato la speranza e “domani è un altro giorno”.

SHERLOCK HOLMES
Berretto, pipa e impermeabile, si tratta inevitabilmente di Sherlock Holmes. Simbolo del giallo e del mistero, il detective di Baker Street è un vero e proprio colosso, che ha dato vita ad un intero genere letterario oltre ad aver ispirato scrittori, registi, generi letterari, film, fumetti per oltre un secolo, da quando ha fatto la sua prima comparsa nel celebre “Uno studio in Rosso”, pubblicato nel lontano 1887 a firma Sir Arthur Conan Doyle. Doyle lo ha scritto in sole tre settimane e ha tratto ispirazione per il suo protagonista da un dottore dell’Università di Edinburgo, tale Joseph Bell, capace di fare diagnosi solo guardando i suoi pazienti mentre entravano in ambulatorio. Da quello che si racconta, anche se il primo romanzo non aveva venduto granché, era finito tra le mani di Joseph Stoddart, affermato editore del Lippincott’s Monthly Magazine. Stoddart fu lungimirante nel capire le potenzialità del personaggio e già nel 1889, durante una cena, convinse Doyle a scrivere un secondo capitolo di questa storia e con lo stesso protagonista, ipotizzando di dare vita ad una serie. A quella cena era presente anche Oscar Wilde, che nella stessa occasione accettò di scrivere per la stessa rivista un romanzo, anzi, il suo unico romanzo: “Il ritratto di Dorian Gray”. Che coincidenza straordinaria!

Tornando al personaggio letterario di Sherlock Holmes. Il carattere di Sherlock Holmes oscilla sempre fra momenti di attività iper-frenetica e momenti di profonda depressione quando non ha nessun caso avvincente da risolvere. In questi casi Holmes fa uso di cocaina e morfina per stimolare la mente. E man mano che la serie va avanti, Doyle sostituisce la droga con la pipa. Come scrivono diversi critici, Holmes ha notevoli abilità deduttive, è abilissimo nei travestimenti e ama risolvere casi impossibili. Per lui il processo deduttivo è una scienza, e da qui tutto il suo fascino.

JO MARCH
Jo March, insieme alle sue tre sorelle, è la protagonista del romanzo “Piccole Donne” di Louisa May Alcott, storia pubblicata in due volumi rispettivamente nel 1868 e nel 1869. Il libro ha avuto un successo immediato, apprezzatissimo dalle donne di tutte le età ma anche dagli insegnanti di tutto il mondo che ancora oggi lo propongono alle scolaresche. A dicembre del 2019 è uscito nelle sale cinematografiche italiane l’omonimo film diretto da Greta Gerwig, con nel cast Florence Pugh, Emma Watson, Saoirse Ronan e Timothée Chalamet. Un film bellissimo che farà scoprire, alle generazioni annoiata dalla lettura, personaggi intramontabili, eroine del loro e del nostro tempo.

Jo March non infatti nulla da invidiare a Wonder Woman. Ribelle e anticonformista, Jo March è disposta a rompere gli schemi che la società impone alle donne pur di raggiungere i propri sogni e sentirsi libera di affermarsi. “Non credo che mi sposerò mai. Sono felice così come sono, e amo così tanto la mia libertà per non avere alcuna fretta di rinunciarvi, per qualsiasi uomo mortale”. La sua forza consiste nel non aver bisogno di un uomo per essere felice e completa. Per Jo il valore della libertà è qualcosa che dipende solo da noi stessi, dalla nostra forza di volontà di affermare le nostre passioni. Non è un caso che la Louisa May Alcott si è ispirata per questo personaggio alla suffragetta e attivista Abby May. personaggio.

JAY GATSBY
“Il grande Gatsby” è un romanzo di Francis Scott Fitzgerald pubblicato per la prima volta a New York il 10 aprile 1925 e definito da T.S. Eliot “il primo passo in avanti fatto dalla narrativa americana dopo Henry James”. Un romanzo che descrive un preciso momento storico e che riflette sulla debolezza e la depravazione della natura umana. “James Gatz: era questo il suo nome vero, o almeno quello legale. Lo aveva cambiato a diciassette anni, nel momento in cui ebbe inizio la sua carriera: quando vide lo yacht di Dan Cody gettar l’ancora nella secca più insidiosa del Lago Superiore”. Nel 2013 a vestire i panni di Jay Gatsby è l’affascinante Leonardo DiCaprio nel maestoso adattamento di Baz Luhrmann. Un film che tratteggia perfettamente quello che si legge nel libro: la trasformazione fisica del protagonista, dei costumi che indossa, dell’architettura che abita, degli straordinari eventi di inizio novecento (durante il Proibizionismo americano tra il 1919 e il 1933.

Gatsby è il primo esempio di uomo che si sforza fino alla morte per raggiungere il suo sogno, ma che inevitabilmente fallisce. Il sogno di Gatsby è quello di raggiungere la felicità attraverso la ricchezza e il potere. Quello di Gatsby non è un sogno materialistico, come potrebbe sembrare, ma è un sogno d’amore spinto dalla nostalgia. Per molti Jay Gatsby e la sua storia rappresentano alla lettera il cosiddetto “sogno americano” ma dal suo lato oscuro, il fallimento. A fare eco per tutta la storia sono gli anni ’20, il senso di immortalità e la diseguaglianza sociale.

 

Personaggi intramontabili della letteratura.

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